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mercoledì 16 dicembre 2015

La ricetta della crostata

Un'invitante crostata di mele: 


Ecco qui ingredienti e modalità di preparazione, buon appetito!



La dolcezza nell'arte

Chi non ha mai sentito parlare del Pan di Spagna?
Ci troviamo nella calda penisola iberica di Josefa de Óbidos, pittrice di origini spagnole ed importante esponente della pittura portoghese della seconda metà del diciassettesimo secolo.
La pittrice, famosa soprattutto per i soggetti a tema sacro, si è cimentata con successo in numerose nature morte: ecco dunque Natura morta con torte, un olio su tela del 1660 che ci proietta direttamente nel mondo delle merende portoghesi.
Torte alte e soffici – si parla per l’appunto del Pan di Spagna, ma non solo – fanno compagnia a dolci di pinoli, rotoli al cioccolato e, sullo sfondo, a quelli che parrebbero essere giganteschi biscotti secchi.
L’imponente massa di dolci viene messa ancora più in risalto dal contrasto tra la luminosità delle torte e l’oscurità dello sfondo, completamente nero; complessivamente la zuppiera sembra essere posta sotto un riflettore.

Fonte: 5 quadri nutrizionalmente scorretti

Josefa de Óbidos, Natura morta con torte (1660)

martedì 1 dicembre 2015

La declinazione di dolcezza

Biologia: ecco alcune ricette di dolci e dessert preparati con ingredienti selezionati tra quanto di meglio offre il panorama dell’agricoltura biologica italiana 

Astronomia: poca dolcezza in una supernova

Matematica: 
WolframAlpha

Fisica: la fisica del miele
  
Chimica: il saccarosio  

Fisiologia: uno dei gusti fondamentali: il dolce


Veterinaria: biscotti per cani fai-da-te, ecco le ricette

Antropologia: I dolci e le feste: la cultura del dolce in Sardegna tra tradizione e innovazione, un libro di Susanna Paulis frutto di un accurato lavoro di ricerca che ha il merito di contribuire a colmare una lacuna negli studi antropologici dedicati all’alimentazione

Meteorologia: un clima è dolce quando mite e temperato

Economia: nonostante la crisi gli italiani non rinunciano ai dolci, ma anzi le vendite aumentano! Ecco un articolo a riguardo

Geologia: il termine acqua dolce indica genericamente ogni tipo di corso d'acqua interno, derivato più o meno direttamente dallo scioglimento dei ghiacciai e/o dall'acqua piovana. La definizione esclude quindi tutte le acque marine e lagunari, definite salate e salmastre, e comprende quindi laghi, stagni, fiumi, torrenti e ruscelli, tutti corsi d'acqua caratterizzati, come vuole il nome, da una salinità relativamente bassa



Anatomia: il sapore dolce viene percepito sulla punta della lingua


Sociologia: Verso la dolcezza di François Bégaudeau, «una cronaca della nostra epoca ora sentimentale, ora politica e sociologica, sorretta dal modo originale che ha Bégaudeau di afferrare la realtà>>  (Baptiste Liger, L'Express)

Mineralogia: il talco è un minerale tenerissimo, con una durezza pari a 1 nella scala di Mohs







Etologia: un video che sta spopolando sul web, immagini di una dolcezza infinita. Un cane che viene sgridato e ascolta, con le orecchie abbassate e il viso dispiaciuto, il rimprovero del padrone e fa di tutto pur di ottenere il perdono, un comportamento che a tutti gli effetti sembra umano...


Ecologia: prendersi cura dell'ambiente-->la tutela ambientale



giovedì 26 novembre 2015

Torino diventa capitale di dolcezza

Proprio in questi giorni a Torino si svolge CioccolaTò, manifestazione dedicata al cioccolato made in Italy e internazionale, che si tiene nella città sabauda ogni anno dal 2003.

Ecco un articolo sul web (pubblicato il 19/11/2015) dedicato alla dolce kermesse.




domenica 25 ottobre 2015

La torta Sacher

L'invenzione della Sachertorte risale al periodo della Restaurazione (per la precisione al 9 luglio 1832, Vienna), quando alle dipendenze dell'allora Ministro degli esteri austriaco Klemens von Metternich vi era il giovane pasticcere Franz Sacher, il quale amava particolarmente il cioccolato.
La torta consiste in due strati di pasta di cioccolato leggera con al centro un sottile strato di confettura di albicocche o ciliegie, il tutto ricoperto di uno strato di glassa di cioccolato fondente. La gustosità del cioccolato si viene così a fondere con la dolcezza della marmellata.



« Cioè, lei praticamente non ha mai assaggiato la Sachertorte?»
«No.»
«Va be'. Continuiamo così. Facciamoci del male! »
(dal film Bianca (1984), di Nanni Moretti)







Clicca qui per la ricetta della torta Sacher


Le mosche e il miele-Esopo

"Povere noi! Per un momento di dolcezza ci tocca morire!"

Per leggere la favola: Le mosche, Esopo

Per ascoltare la favola: Le mosche



sabato 24 ottobre 2015

La dolcezza del miele ibleo, una presenza letteraria

Da 2500 anni (cioè da Eschilo al Novecento) nella letteratura si parla d’Ibla, delle città siciliane così chiamate, della loro ubicazione, di fatti militari e amministrativi attinenti ad esse. Fertilità e bellezza del paesaggio, fiori, miele, api e cera, buoi, greggi, pastori, poesia e confronti con Atene e l’Attica sono motivi ricorrenti, fino a costituire un topos, un luogo comune. Gli scrittori parlano d’Ibla magari senza mai esservi stati e s’ispirano a questo luogo per similitudini o fantasie e nostalgie bucoliche. Ma c’è anche chi ne parla a fini storici, geografici, naturalistici.

Nella letteratura greca:


“Fra il miele primeggia quello attico, e di questo quello detto imettio; poi quello delle isole Cìcladi e quello della Sicilia, detto ibleo... È eccellentissimo, dolcissimo, pungente, profumatissimo, biondo, non fluido ma viscoso, e vigoroso.”
                                                                               Dioscoride Pedanio, De materia medica


Dioscoride descrisse le proprietà di ben 600 erbe medicinali e il suo trattato Sulle medicine fu molto diffuso e tenuto in considerazione per tutto il Medioevo.


Nella letteratura latina:

“Dov’è più quella tua bocca così arguta nei tuoi graziosi risentimenti, quei baci di quando abbracciavi, che avevano il profumo di primavera, quelle lacrimucce miste al riso e quella voce che, quando parlavi, aveva in sé tutta la dolcezza del miele ibleo?”
                                                                               Publio Papinio Stazio, Silvae

 “Volevo cantare in delicati versi il nome nato con le viole e le rose, con cui si nomina la parte migliore dell’anno, che sa d’Ibla e di fiori attici, che olezza di nidi di superbo volatile; nome più dolce del nettare divino, [...] nome nobile, molle, delicato: ma tu, sillaba, ostinatamente ti ribelli.” 
                                                                               Marco Valerio Marziale, Epigrammi


Marziale dichiara che il nome Primavera, “nome nato con le viole e le rose, con cui si nomina la parte migliore dell’anno”, sa d’Ibla: erano tanto associati i due nomi che per lui Primavera voleva dire in primo luogo bellezza (paesaggio), profumo (fiori) e dolcezza (miele) d’Ibla e grande festa primaverile della Venere Iblese.

Per approfondimenti clicca qui.



venerdì 23 ottobre 2015

La chocolaterie

Un angolo di dolcezza:
                                                                                    






Alcune scene tratte dal film Chocolat